Indonesia, ripristinato accesso a YouTube e Myspace

venerdì, 11 aprile 2008 10.11


GIACARTA (Reuters) - Gli Internet service provider indonesiani hanno ripristinato l'accesso a YouTube e ad altri siti Web che hanno pubblicato il film di un politico olandese che accusa il Corano di incitare alla violenza.

Lo ha detto oggi un dirigente del settore.

Isnawan, vice presidente dell'Indonesian Internet Providers Association, ha detto che i service provider bloccheranno l'accesso soltanto alle pagine che ospitano il film di Geert Wilders, leader del Partito della Libertà olandese anti-immigrazione, che alterna immagini degli attentati dell'11 settembre ed altri attacchi ad opera di estremisti islamici a citazioni del Corano.

La decisione arriva dopo le proteste degli utenti che si sentivano danneggiati dal blocco di siti come YouTube, Multiply e My Space.

"Non è necessario bloccare i siti ma solo i link che portano al film. Se il film venisse spostato su un altro sito, continueremo a dargli la caccia per bloccarlo", ha detto Isnawan.

Lunedì e martedì i siti sono stati completamente bloccati.

Il film ha scatenato proteste in Indonesia, ex colonia olandese e nazione musulmana più popolata.

Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha chiesto di non usare la violenza per protestare contro il film.



fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/

Dal web al bancomat l'eccesso di password mina la sicurezza

Da innegabile comodità a possibile fonte di problemi, soprattutto quando il loro numero si moltiplica: sono le password, cioè le parole d'ordine necessarie per accedere alle nostre molteplici identità digitali.
Dal pin del Bancomat al "codice" da digitare per leggere la posta elettronica, fino ai siti web e ai sistemi di accesso a dati e informazioni, che il computer crea e protegge per noi. Ma altre "chiavi" di questo tipo servono anche per l'iscrizione al gruppo di discussione online, per accedere alla rete senza fili di casa propria o dell'ufficio, al sito di aste in rete, al negozio di e-commerce preferito.
All'inizio si pensava ci fosse solo un problema, quello di proteggere le password da occhi indiscreti. Con il passare del tempo, invece, ci si è accorti che è necessario anche tenere ordine in questo caos di nuovi posti virtuali in cui registrarsi. Da un lato c'è il pericolo di furto, ma dall'altro si rischia la perdita di opportunità: se si smarrisce o si dimentica la password, può scomparire anche l'accesso a una "fettina digitale" della nostra vita.
Come affrontare la situazione? Esiste una serie di tecniche e di software (gratis e non) per ordinare, organizzare e proteggere al meglio le password. Alcuni sono software open source, cioè "liberi e gratuiti", altri sono programmi vecchio stile a pagamento (anche se spesso in modalità shareware, cioè con un utilizzo a funzionalità limitate per un periodo di prova) oppure siti web che si offrono come "mediatori" per la vita digitale. In un certo senso, banche con cassette di sicurezza digitali in cui riporre le informazioni più delicate. Nello spazio a fianco, ne vengono indicati sei, che sono suddivisi per sistemi differenti (Mac, Pc, cellulari, in rete).
Si tratta, in sostanza, di utilizzare un sistema informatico sicuro per archiviare i dati digitali e poterli utilizzare sul computer. Se lo si desidera, anche via internet, quando ci si trova lontani dal Pc o Mac che si adopera di solito. Verificando che, quando si ha a che fare con il computer di lavoro, non ci siano policy aziendali già utilizzate al riguardo. Ed evitando di fornire i dati archiviati in questa maniera a chi vorrebbe entrarne in possesso senza giustificazione: il fenomeno in crescita del phishing utilizza la buona fede da parte degli utenti, chiedendo via email, per esempio, i codici di accesso di una banca a siti web-civetta messi in piedi dai truffatori.
Esistono anche altri aspetti legati alla sicurezza digitale, in alcuni casi decisamente complessi. Una buona conoscenza del problema e un approccio ordinato e razionale, con l'aiuto di un po' di quella tecnologia che alle volte sembra solo complicarci la vita, possono fare la differenza.
In ogni caso ci vogliono fiducia e attenzione, perché una svista o un ordine sbagliato possono portare a effetti poco piacevoli. Poi, indipendentemente dalle protezioni appena illustrate, conviene seguire un paio di regole fondamentali dettate principalmente dal buon senso.
Intanto, per ulteriore sicurezza, è opportuno continuare a tenere, su un taccuino, traccia delle nostre molteplici identità. Questo vuol dire segnare tutti i numeri e i dati necessari a utilizzare le differenti funzionalità di programmi e siti web. Si possono registrare anche altri dati, per esempio il codice di licenza dei software legalmente acquistati (insieme con la data di acquisto e la versione del software medesimo) e informazioni analoghe. A questo punto il problema resta solo quello di tenere il taccuino al sicuro, in un posto dove non sia accessibile a malintenzionati, non vada perduto e sia al riparo da eventuali incidenti al computer.
Seconda regola: essere ordinati e seguire una policy personale di sicurezza. Non aprire nuove identità digitali senza prima aver verificato che siano effettivamente utili, che chi ci richiede le informazioni rappresenti un servizio degno di fede e adeguato ai nostri bisogni e, infine, non utilizzare mai le stesse parole d'ordine.
Anzi, variarle il più possibile, seguendo sistemi che permettano di unire lettere e numeri, mai parole di senso compiuto (piuttosto anagrammi) e soprattutto mai nomi propri riconducibili alla vita privata (quelli del partner o della madre, dei figli o degli animali domestici).


fonte :http://www.ilsole24ore.com/

L’innovazione basata sull’Iplayer

Nell’illustrazione sono indicati alcuni dei nuovi siti Internet, ognuno dei quali è stato alimentato con programmi appositamente predisposti sulle tematiche più disparate, nonché dei nuovi magazine di supporto prodotti anch’essi dalla Bbc. L’obiettivo è di "invadere" il mondo con una serie di nuovi prodotti in grado i tenere alto il marchio Bbc. Le innovazioni ruotano intorno all’Iplayer (I sta ovviamente per Internet), il cui lancio non è stato però semplice. Oltre all’opposizione iniziale dei sindacati, poi superata, c’è stato da affrontare un lungo iter di approvazione per avere il via libera dal Bbc Trust, l'organo che supervisiona l'attività della televisione pubblica. La nuova creatura della Bbc era stata presentata in anteprima al Mip, il mercato dei contenuti audiovisivi di Cannes nell’aprile 2007, ma solo da Natale è stata avviata al mercato commerciale. Ha segnato l'ingresso della tv pubblica nel mondo della banda larga e dei contenuti on demand. Gli inglesi, che con il pagamento delle tasse sovvenzionano il colosso della tv, possono scaricare gratis i programmi in alta qualità entro sette giorni dalla loro messa in onda televisiva. A quel punto hanno 40 giorni per guardare il programma, termine oltre il quale sparisce automaticamente dal computer: è la sottile linea che la Bbc ha tracciato per evitare che con la possibilità di masterizzare i contenuti si passasse dal consumo privato allo sfruttamento commerciale.



fonte http://www.repubblica.it/

VIRUS: KASPERSKY LAB PRESENTA LA TOP 20 DI MARZO

ASCA) - Roma, 3 apr - Kaspersky Lab ha presentato la top 20 di marzo dei virus presenti in rete e di quelli che si diffondono attraverso la posta elettronica. Questa c'e' la classifica dei paesi che hanno diffuso maggiormente messaggi email considerati spam. Per il secondo mese di fila il podio della top 20 non cambia: al primo posto c'e' il programma Virtumonde. Virut.n, che a febbraio occupava la sedicesima posizione, si e' piazzato al sesto posto. Da segnalare, inoltre, la comparsa di dei nuovi Worm.Win32.Autorun.byt e Virus.Win32.Autorun.abt. La classifica dei primi venti paesi ''focolai'' di email infette, invece, vede in testa gli Stati Uniti, seguiti da Cina e India. Per maggiori informazioni: www.kaspersky.com .

fonte http://www.mytech.it

Ricerche con Google a rischio virus

L'ultima frontiera per quanto riguarda gli attacchi veicolati tramite Web sembra essere costituita dai risultati presenti all'interno dei motori di ricerca. Del codice opportunamente aggiunto ai link reindirizzerebbe gli utenti a pagine compromesse

Effettuare ricerche con Google potrebbe rivelarsi assai pericoloso per la salute del proprio computer. Secondo quanto scoperto dal ricercatore Dancho Danchev molti dei risultati ottenuti tramite il popolare motore di ricerca sono stati abilmente manipolati da alcuni cybercriminali affinché l'utente venga reindirizzato a pagine contenenti programmi malevoli. Google è attualmente al lavoro per filtrare i risultati compromessi, un impegno che però si rivela più complesso del previsto.

Si tratta dell'ultima frontiera per quanto riguarda gli attacchi condotti tramite la grande rete: anziché infiltrarsi nei server, i cybercriminali stanno ultimamente cercando di sfruttare le vulnerabilità del Web per iniettare codice malevolo all'interno delle pagine contenenti i risultati delle ricerche. Un motore di ricerca compromesso aggiunge così un comando HTML alla fine della ricerca in grado di aprire una finestra iFrame invisibile all'interno del browser e reindirizzare la vittima su di una pagina contenente del codice maligno, tipicamente un falso programma antispyware o il malware Zlob Trojan Horse.

Secondo Danchev sarebbero oltre un milione le query contenenti il codice incriminato, tra le quali molte sono riconducibili a portali famosi quali USAToday.com, ABCNews.com, News.com, Target.com, Packard Bell.com, Walmart.com, Rediff.com, MiamiHerald.com, Bloomingdales.com, PatentStorm.us, WebShots.com, Sears.com e Forbes.com. La maggior parte dei risultati proposti da Google risultano ancora "puliti", tuttavia Danchev e altri ricercatori dediti alla sicurezza ritengono che il fenomeno debba ancora manifestarsi nella sua interezza, con centinaia di nuovi risultati compromessi scoperti nelle scorse settimane.

Google è attualmente al lavoro per sviluppare un filtro in grado di scovare e bloccare automaticamente gli indirizzi manipolati e ha contattato le diverse organizzazioni affinché correggano le vulnerabilità presenti all'interno dei loro portali. Risulta però difficile valutare quali e quanti siano i siti attualmente compromessi.

fonte http://www.webnews.it/

La Cina sblocca Wikipedia

PECHINO
Dopo anni di completo oscuramento, Wikipedia è da oggi in parte accessibile dalla Cina. Parzialmente perchè, nonostrante la maggior parte delle voci sia raggiungibile, le ricerche su parole ritenute pericolose come «Tibet» o «Taiwan» continuano a non dare risultati sia nella sezione in inglese che in quella in cinese.

Il problema della censura su Internet è stato sollevato nei giorni scorsi nel corso di una riunione a Pechino della Commissione di Controllo del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), l’ultima prima dei Giochi di Pechino, che si terranno dall’8 al 24 agosto. La Cina si è infatti impegnata a garantire un accesso ad Internet «completamente libero» ai circa 25mila giornalisti stranieri attesi per le Olimpiadi.

La settimana scorsa è stato sbloccato - dopo una censura totale durata dieci anni - il sito web dell’ emittente britannica Bbc. I siti di gruppi internazionali per i diritti umani, delle organizzazioni dei tibetani in esilio e della setta religiosa del Falun Gong rimangono inaccessibili.

La cosidetta «balia di Internet» - il massiccio apparato addetto al controllo della rete - opera costantemente per limitare l’accesso all’informazione degli oltre 200 milioni di utenti cinesi e spesso risultano inaccessibili o estremamente lenti, popolari motori di ricerca come Google, o i siti di posta elettronica come Hotmail.

fonte http://www.lastampa.it/

visitate anche http://cina-in-italia.blogspot.com/

Il blog di Beppe Grillo fra i più cliccati al mondo

Lo riferisce un settimanale inglese, secondo il quale il sito del comico genovese sarebbe al nono posto.


Il blog di Beppe Grillo è uno dei più potenti e cliccati al mondo. Incredibile ma vero, il sito del comico genovese risulta fra i più ricercati da una classifica pubblicata oggi a Londra dal domenicale Observer, che non nasconde tutto il suo stupore. "Il tipico blog di Grillo - spiega la rivista - invita satiricamente o no le popolazioni di Napoli e della Campania a dichiarare l'indipendenza, chiede alla Germania di fare guerra all'Italia per aiutarne la gente o informa sulla campagna a favore di una legge che rimuova tutti i parlamentari con condanne penali". Il sito internet più cliccato del pianeta sarebbe, secondo il domenicale, www.huffingtonpost.com


fonte www.unionesarda.it
siti utili TRASLOCHI MILANO